La versione in lingua inglese è il testo autorevole. Questa traduzione è fornita per garantire l’accessibilità. In caso di discrepanza o divergenza interpretativa, prevale la versione inglese.
← Back to Human FlagIl divieto di attaccare una persona riconosciuta come hors de combat è una norma del diritto internazionale umanitario consuetudinario, riflessa nella Rule 47 dell’ICRC Customary IHL Study e storicamente espressa nell’articolo 23(c) del Regolamento dell’Aia del 1907. Esso vincola tutte le parti di un conflitto armato indipendentemente dalla ratifica dei trattati. Il divieto protegge la persona che si è arresa o che è altrimenti hors de combat; la sua applicazione pratica presuppone che un’intenzione di arrendersi, quando sorge, possa essere espressa, percepita e tradotta nell’astensione dall’attacco prima che la forza diventi irreversibile. Quando un sistema è destinato a essere impiegato contro persone in circostanze nelle quali la resa è ragionevolmente prevedibile, il rispetto del diritto non può dipendere in modo sicuro da un processo operativo che non offra alcun mezzo pratico affinché un’indicazione di resa incida sull’ingaggio prima di quel momento. Lo status protetto può sorgere; il processo operativo può tuttavia rimanere incapace di reagirvi in tempo. Tale incapacità non è una circostanza incontrata sul campo. È stabilita in anticipo, mediante la progettazione.
Per gli Stati parte del Protocollo aggiuntivo I, l’articolo 41 fornisce la formulazione convenzionale più chiara del divieto e contiene uno standard interno di riconoscibilità: la protezione si applica non soltanto a ciò che è effettivamente riconosciuto, ma anche a ciò che, nelle circostanze, dovrebbe essere riconosciuto. L’articolo 57 prevede obblighi precauzionali pertinenti, compreso il dovere di annullare o sospendere un attacco quando diventa evidente che l’obiettivo non è militare o è oggetto di protezione speciale. L’articolo 36 stabilisce la procedura mediante la quale la questione deve essere esaminata nella fase di studio, sviluppo, acquisizione o adozione. Per gli Stati non parte, gli obblighi sostanziali consuetudinari restano applicabili; se e attraverso quale procedura formale venga esaminato il corrispondente rischio del sistema dipende dal diritto nazionale dello Stato, dalla sua politica di revisione delle armi, dal quadro degli approvvigionamenti o dalle direttive militari. Gli obblighi precauzionali consuetudinari restano pertinenti per la valutazione sostanziale, ma non sono trattati qui come fonte di una procedura universale equivalente all’articolo 36.
Il presente paper sostiene che la capacità di riconoscimento della resa, intesa come preservazione di una Recognition Window, non costituisce un nuovo obbligo, bensì una condizione di efficacia di obblighi che vincolano le parti da oltre un secolo. La Recognition Window è una misura analitica e verificabile del fatto che il processo operativo conceda tempo sufficiente affinché un’indicazione di resa, quando sorge, incida sull’ingaggio prima che la forza diventi irreversibile; il paper non considera tale intervallo una norma di diritto consuetudinario stabilita in modo autonomo. Esso avanza una proposizione specifica: quando l’impiego normale prevedibile di un sistema comporterebbe l’ingaggio di persone che, nelle circostanze, dovrebbero essere riconosciute come hors de combat, la revisione deve esaminare se il sistema preservi la possibilità pratica di rispettare il diritto; e l’esclusione sistematica di salvaguardie tecnicamente realizzabili pertinenti a tale questione richiede una giustificazione documentata anziché il silenzio.
International Humanitarian Law · Autonomous Weapons · AI Governance · Lawful Operational Safeguards · Surrender Recognition · Meaningful Human Control · Temporal Compression · Defence Procurement · IHL Compliance Architecture · Article 36 AP I · Article 41 AP I · Article 57 AP I
La struttura temporale analizzata nel presente paper non è esclusiva del diritto internazionale umanitario. Per l’argomento parallelo nel diritto civile della sicurezza delle macchine, si veda: Systemic Arrestability: Operator Protection in Machine Safety Law When Machine Speed Exceeds Human Reaction (Paper II, 2026), Zenodo DOI 10.5281/zenodo.20837150.
I criteri di fattibilità sviluppati qui sono applicati a un protocollo candidato di riconoscimento in HF SIGNAL 01 (Paper III, 2026), Zenodo DOI 10.5281/zenodo.21183137, ed estesi nella serie di note tecniche HFA.